Scuola Futura Sanremo

Un laboratorio di giornalismo e comunicazione a Scuola Futura @ Sanremo Giovani, dove la musica diventa linguaggio culturale, emozione e racconto del presente.

In concomitanza con le giornate di Sanremo Giovani 2025, tra il 12 e il 15 dicembre, Scuola Futura, il campus itinerante sull’innovazione didattica promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, è approdata a Sanremo, portando la scuola dentro uno dei luoghi simbolici della cultura musicale contemporanea in Italia. Per quattro giorni, centinaia di studentesse, studenti e docenti provenienti da tutta Italia hanno animato la città, attraversandone spazi significativi e trasformandoli in ambienti di apprendimento diffuso.

Per Onde Alte è stata l’occasione di lavorare sulla musica non come semplice intrattenimento, ma come linguaggio culturale ed educativo, uno spazio vivo da osservare, ascoltare e interpretare, attraverso gli strumenti del giornalismo e della comunicazione digitale. 

È dentro questa cornice che prende forma Racconti Sonori – Dare voce alle storie, il laboratorio ideato e curato da Onde Alte. Un percorso che mette in dialogo musica, giornalismo e comunicazione contemporanea, coinvolgendo 40 studentesse e studenti provenienti da scuole diverse di tutta Italia, che a Sanremo si sono trovati a condividere per la prima volta un’esperienza di lavoro comune. Per alcuni giorni hanno lavorato come una redazione diffusa, chiamata a osservare, ascoltare e raccontare ciò che accade intorno alla musica quando questa diventa spazio di partecipazione, esperienza vissuta, incontro, passaggio.

Il cuore del laboratorio è stato il racconto dell’esordio.

Sanremo Giovani è, prima di tutto, un luogo di passaggio, il momento in cui un artista si espone per la prima volta su un palco così importante come quello di Sanremo, attraversando emozioni complesse. Paura, desiderio, attesa, tensione, orgoglio, gioia, trasformazione diventano così materia narrativa e chiave di lettura del presente. Racconti Sonori ha invitato studentesse e studenti a leggere il Festival come un organismo emotivo collettivo, in cui le storie individuali parlano anche del tempo, dei desideri e delle fragilità di una generazione.

Abbiamo così chiesto a studenti e studentesse di modificare il loro sguardo, di entrare nei panni di reporter delle emozioni e etnografi dell’esordio. Non cronisti chiamati a raccontare ciò che accade in superficie, ma esploratori attenti ai dettagli, ai gesti, ai silenzi, alle tensioni che attraversano i momenti di debutto. Uno sguardo capace di cogliere ciò che spesso sfugge alla narrazione ufficiale, per restituire un racconto più profondo e umano dell’esperienza musicale.

Il lavoro si è sviluppato attraverso interviste, momenti di esplorazione sul campo, attività pratiche e lavoro in team. Tra questi, la partecipazione a una conferenza stampa, la visita al Teatro Ariston e il confronto con professionisti che ruotano attorno al Festival hanno permesso a studenti e studentesse di osservare da vicino il funzionamento di Sanremo e i suoi diversi livelli. In questo processo hanno dovuto affinare capacità di ascolto e sensibilità nel condurre le interviste, confrontarsi con aspetti tecnici legati alle riprese video e all’uso delle attrezzature, e gestire in modo organizzato materiali e contenuti. Un lavoro che li ha portati a sperimentare linguaggi e forme contemporanee di racconto, intrecciando scrittura, immagini, suoni e video, imparando a selezionare e dare senso ai materiali raccolti in un esercizio di attenzione, sintesi e responsabilità narrativa, più che di semplice produzione di contenuti.

Il percorso è stato accompagnato da mentor esperti di Onde Alte e dal confronto con professionisti del settore come Alberto Scotti, producer, content creator e giornalista, autore per radio e TV, con un’esperienza consolidata nel racconto della musica contemporanea e Francesca Limardo, docente di Teoria della Comunicazione, Content Marketing e Digital Storytelling, Project Manager e Responsabile della comunicazione digitale per artisti e progetti di rilievo nella Fashion & Music Industry. 

Il lavoro di ogni team ha trovato forma in due racconti complementari: un articolo e un breve contenuto video per i social. A partire dal brief comune dedicato alle emozioni dell’esordio, ogni gruppo ha scelto il cuore del proprio racconto, il messaggio e le emozioni da restituire, declinandoli poi in modo coerente nei due output editoriali. Due linguaggi diversi, ma un’unica visione narrativa, capace di restituire l’esperienza dell’esordio attraverso sguardi personali e responsabili.

I racconti hanno restituito un mosaico di sguardi sull’esordio, mettendo in luce, ad esempio, l’importanza dei legami umani, la possibilità di trasformare fragilità e ferite personali in arte capace di parlare a milioni di persone, e il valore della perseveranza e della determinazione nel raggiungere i propri traguardi. Al centro, piccoli gesti e rituali, parole trattenute e momenti di passaggio difficilmente visibili nella narrazione ufficiale.

Racconti Sonori ha così trasformato Sanremo Giovani in un laboratorio di cittadinanza culturale.

La musica è diventata occasione per leggere il presente, allenare lo sguardo e imparare a raccontare il mondo con attenzione, consapevolezza e cura. Un’esperienza che ha visto studentesse e studenti affrontare la sfida con grande entusiasmo e vitalità, mettendosi in gioco con apertura e curiosità in un contesto significativo e dando spazio alla propria creatività, alla voglia di espressione e all’energia positiva che la musica sa attivare come motore di crescita e sviluppo.

NEXTGEN 27

Quando pensiamo alla vela, le prime immagini che si imprimono nella nostra mente sono il blu del mare, il vento e la salsedine sulla pelle, gli orizzonti infiniti. Ma la vela è molto più di un hobby o uno sport: è un sistema complesso fatto di calcoli, tecnologia, relazione con l’ambiente, conoscenze, decisioni da prendere e collaborazione con chi naviga insieme a noi. Proprio per questa sua multidimensionalità, la vela può diventare un potentissimo strumento educativo. Un’occasione unica per costruire e rafforzare competenze STEAM e competenze trasversali.

Imparare attraverso la vela significa imparare facendo, osservando, sperimentando.

Questo è ancor più vero nel contesto dell’America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa al mondo, simbolo di innovazione, ingegneria e visione. Dal 1851 rappresenta un punto di incontro tra sport, tecnologia e design, spingendo oltre, ad ogni edizione, i confini della ricerca e sperimentazione nautica. Ne sono un esempio gli AC75 e gli AC40, i monoscafi foiling capaci di sollevarsi sull’acqua e raggiungere velocità elevatissime, che sono espressione di una grandissima ricerca e di un elaborato processo di progettazione e design.

Nel 2027, per la prima volta nella storia, l’America’s Cup si terrà in Italia, a Napoli: un’opportunità straordinaria per il territorio, per la comunità e per le nuove generazioni, chiamate a vivere da vicino un evento di portata internazionale.

In questo scenario si inserisce NEXT GEN 27, iniziativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito pensata per avvicinare studenti e studentesse alla vela e in particolare all’America’s Cup come esperienza culturale ed educativa.

Nell’ambito di NEXT GEN 27 abbiamo realizzato, dal 16 al 18 dicembre 2025 presso l’Istituto Tecnico Industriale Marie Curie di Napoli, il laboratorio La vela come linguaggio educativo: un percorso che ha portato la vela dentro la scuola come campo di sperimentazione diretta e pratica delle materie STEAM e come strumento interdisciplinare.

Durante il laboratorio, 23 studenti e studentesse di III e IV dell’ITI Marie Curie hanno esplorato il legame tra vela, scienza, tecnologia, storia e competenze trasversali, e hanno potuto dare il loro contributo concreto per l’elaborazione dei contenuti di un kit educativo per le scuole in grado di avvicinare i giovani all’America’s Cup e alla vela in modo creativo, coinvolgente e multidisciplinare.

In queste giornate, la scuola si è trasformata in uno spazio di sperimentazione, dove l’America’ s Cup non è stata solo raccontata, ma reinterpretata e rielaborata in chiave educativa.

I partecipanti sono stati guidati, attraverso materiali, strumenti e attività pratiche, nella scoperta della storia e dell’importanza dell’America’s Cup, del funzionamento degli AC75 e AC40, dei principi scientifici alla base della navigazione a vela e che permettono alle imbarcazioni di “volare” sull’acqua.

Storia, fisica, matematica, tecnologia e design si sono intrecciati in un percorso che ha reso visibili i legami tra discipline, mostrando come la conoscenza possa nascere dall’esperienza pratica. Anche il ruolo delle competenze trasversali è stato messo in risalto, raccontando come il problem solving, il lavoro di squadra, il pensiero strategico e la capacità di adattamento siano fondamentali nell’ambito velistico e ancor più in una competizione come l’America’s Cup.

E anche all’interno del laboratorio abbiamo adottato un approccio collaborativo, basato sul lavoro in team, che hanno consentito a ciascun gruppo di co-progettare attività e strumenti che potessero far parte del primo kit educativo della Scuola Italiana sull’America’s Cup e sulla vela. Tra gli output dei team, due si sono distinti per creatività e efficacia educativa: un kit di modellismo didattico per esplorare la vela come esperienza STEM e un gioco da tavolo educativo capace di trasformare vento, rotta e strategia in una sfida collaborativa.

Accanto a questi, sono emerse anche proposte di format narrativi e digitali, come podcast e challenge educative, che raccontano l’America’s Cup con linguaggi e format vicini alle nuove generazioni.



Con il laboratorio “La vela come linguaggio educativo” abbiamo cercato di mostrare come sia possibile immaginare nuovi paradigmi per la scuola, in cui l’apprendimento nasce dall’esplorazione, dalla collaborazione e dalla capacità di collegare saperi diversi. Guardare alla vela non solo come sport, ma come opportunità educativa, significa aprire la scuola al mondo e al futuro, trasformando eventi straordinari come l’America’s Cup in occasioni concrete di crescita, conoscenza e partecipazione.

Nextgen Ai

Il summit NextGenAI, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha segnato un passo importante nel dialogo sull’intelligenza artificiale applicata all’educazione. Oltre 1200 studenti, 250 docenti, decine di esperti, istituzioni e università si sono confrontati su opportunità, rischi ed evoluzioni future, in un evento che ha saputo unire visione strategica e applicazioni concrete.

Onde Alte ha avuto un ruolo chiave nella progettazione e nella gestione di diversi aspetti dell’evento, contribuendo a creare un’esperienza immersiva, interattiva e tecnologicamente avanzata.

Un’identità visiva forte per un evento d’impatto

Per un evento di questa portata, era fondamentale costruire un’identità visiva chiara, riconoscibile e coerente. Abbiamo curato l’intera brand identity, declinandola su tutti i materiali fisici e digitali. Dalla creazione dei gadget personalizzati, ai totem informativi e segnaletica interna, fino alla vestizione grafica degli spazi del MiCo a Milano, il più grande centro congressi d’Europa, ogni elemento è stato pensato per guidare i partecipanti e rendere l’esperienza più coinvolgente.

La Control Room AI: 2.000 minuti di contenuti processati in tempo reale

Uno degli aspetti più innovativi di NextGenAI è stata la gestione dei contenuti prodotti durante l’evento. Abbiamo creato e coordinato la Control Room AI, un team dedicato che ha lavorato in tempo reale per processare e sintetizzare i momenti più significativi dei panel e delle conferenze.

  • Oltre 2.000 minuti di interventi processati in tempo reale
  • Quasi 200 highlight prodotti e trasmessi sugli schermi del MiCo
  • Distribuzione diretta degli highlight ai partecipanti per supportare le attività didattiche
Hihglights Completo Completo Mobile

Analisi dei Position Paper: quando AI e intelligenza umana si incontrano

L’evento ha coinvolto attivamente oltre 1200 studenti, che hanno lavorato alla produzione di 40 Position Paper su tematiche legate all’intelligenza artificiale e al futuro della scuola.

Per la selezione dei contributi più rilevanti, abbiamo sviluppato un processo che ha combinato tecnologia e competenza umana:

– Un algoritmo di analisi testuale ha catalogato automaticamente i contenuti, evidenziando i temi salienti e valorizzando tutto lo spettro dei contributi.

– Un team di esperti ha poi affinato la selezione, garantendo un bilanciamento tra il rigore e i limiti dell’AI e il valore della riflessione umana.

40 card riassuntive per la cerimonia finale

Il lavoro degli studenti non si è fermato alla fase di analisi. Per valorizzare il loro contributo, abbiamo prodotto 40 card riassuntive, utilizzate durante la cerimonia finale alla presenza del Ministro.

Queste card hanno sintetizzato i concetti chiave emersi nei Position Paper, trasformandoli in un formato chiaro, immediato e condivisibile.

Card Mockup

L’AI al servizio dell’educazione: un approccio etico e concreto

Onde Alte crede fermamente in un uso etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, specialmente nel mondo della formazione. NextGenAI è stata l’occasione perfetta per dimostrare che questa tecnologia può:

– Migliorare l’esperienza degli eventi formativi, rendendoli più interattivi e accessibili.
– Supportare la didattica, offrendo strumenti di analisi e sintesi avanzati.
– Dare voce a studentesse e studenti, valorizzando il loro contributo attraverso processi di selezione strutturati e trasparenti.

Il nostro lavoro su NextGenAI è solo l’inizio

L’esperienza di NextGenAI rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso di innovazione. Continueremo a sviluppare soluzioni che uniscono AI e formazione, per rendere l’educazione sempre più inclusiva, dinamica e all’avanguardia.

 

Video e immagini sono di proprietà dei rispettivi autori.
Video a cura di Noir Studio
– Foto di Stefano Mantovani

Scuola Futura Scuola Futura

Grazie alla spinta e alla volontà del Ministero dell’Istruzione e del Merito, è nato da qualche settimana “Scuola Futura”, un ambizioso progetto che promette di rimettere al centro dell’attenzione pubblica l’esperienza educativa in Italia. Attraverso la creazione di un campus itinerante, Scuola Futura si propone di essere un catalizzatore di innovazione e connessioni, unendo persone, luoghi e visioni per un futuro digitale, sostenibile e inclusivo della Scuola.

In una realtà caratterizzata da rapidi progressi tecnologici, incertezze ambientali e sociali, e la crescente necessità di adattamento, il progetto mira a trasformare le sfide contemporanee in opportunità di apprendimento e crescita.

Attraverso un dialogo costruttivo e la formazione su temi cruciali, la comunità scolastica italiana si unisce per esplorare nuovi orizzonti educativi.

Il cuore pulsante di questa iniziativa è l’identity di Scuola Futura, disegnata dal nostro team: una ghiera dinamica di frecce e traiettorie, simbolo delle infinite possibilità che l’educazione può offrire.

Scuola Futura Scuola Futura

Questo design rappresenta la missione del campus: muovere gli studenti attraverso un percorso di scoperta e innovazione, abbracciando le diverse anime del progetto – Media, Arte, Laboratori, Governance e cittadinanza attiva, e Gioco – come direzioni verso un futuro più ricco e variegato.

L’espressione fisica di questa visione si è materializzata in una serie di airstream in alluminio americane, restaurate e adattate per offrire un’esperienza di apprendimento unica e mobile. Simbolo di avventura e scoperta, le airstream incarnano la filosofia di Scuola Futura: un viaggio continuo verso la conoscenza e il domani.

Il viaggio di Scuola Futura ha preso il via a Lecce all’inizio di Dicembre ’23, con la tappa zero di questo entusiasmante percorso, segnando l’inizio di una serie di eventi e attività che hanno coinvolto la comunità locale e non solo. La successiva destinazione è stata Cagliari, dal 2 al 5 Febbraio 2024, dove il campus itinerante ha di nuovo generato  ispirazione e formazione per tanti studenti e docenti da tutta Italia.

Onde Alte è entusiasta di poter essere presente in questo percorso di innovazione e di vivere le tappe di Scuola Futura, un viaggio verso un futuro dell’istruzione più connesso, creativo e dinamico.

A volte capita di trovarsi coinvolti in momenti, spazi, incontri che sono intrisi di un’energia intensa, che emanano un senso profondo di condivisione, di possibilità e di futuro.
Nei giorni scorsi, durante il Festival del Pensare Contemporaneo  abbiamo avuto proprio questa sensazione: di essere parte di un’occasione speciale, di avere un punto di osservazione privilegiato sul cambiamento.

Come Onde Alte, in questi mesi abbiamo avuto il piacere di collaborare alla realizzazione della prima edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, ospitato a Piacenza dal 21 al 24 settembre.
Da un lato, abbiamo curato l’identità visiva e co-curato la comunicazione del Festival, vestendo la città e i singoli eventi con l’attenzione che merita un’iniziativa che vuole essere occasione di riflessione, di scambio, di visione sul futuro.

Il colibrì che spicca il volo che abbiamo pensato come logo del Festival ha per noi questo senso profondo: libertà di pensiero, sguardo verso il futuro, slancio verso ciò e chi ci circonda, con attenzione, delicatezza, vibrazione. 

Dall’altro abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto proprio con chi, fin dall’inizio, gli organizzatori hanno voluto mettere al centro: i giovani. Abbiamo contribuito infatti al ricco Programma Scuole con un laboratorio progettato apposta per l’occasione: “Immaginare il contemporaneo” è stata un’esperienza laboratoriale di 3 giornate, durante le quali 40 studenti e studentesse di diverse città d’Italia, attraverso la metodologia dello speculative design, hanno esplorato il concetto di “Contemporaneo”, hanno elaborato le proprie visioni di ciò che potrebbe accadere in un futuro vicino e hanno restituito ai curatori del Festival le loro idee sui temi che sarà fondamentale toccare durante la prossima edizione del Festival.
Durante la cerimonia di chiusura che si è tenuta domenica 24 settembre, sei team hanno portato le proprie idee di fronte ad un pubblico d’eccezione, che ha visto la partecipazione – tra gli altri – della sindaca Katia Tarasconi e del Presidente del Comitato Promotore del Festival Mario Magnelli.

Il Festival del Pensare Contemporaneo è stato questo, per noi di Onde Alte: non solo un progetto da implementare, ma un’occasione di “contaminazione intellettuale, un momento di tensione positiva verso il futuro, una finestra sul possibile che ha animato la città di Piacenza e chi l’ha vissuta in queste giornate intense.
Un grazie speciale va a tutti i partner che ci hanno accompagnato lungo il percorso e con cui abbiamo avuto il piacere di costruire questa splendida iniziativa.

Arrivederci al 2024.

The art of you

L'arte come motore di cittadinanza globale tra i giovani. Questo articolo nasce da una presentazione tenuta dal nostro Fondatore e CEO, Massimiliano Ventimiglia, presso il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, il 25 Marzo 2023, a New York.

In un’epoca di incertezza e di grandi sfide globali, è fondamentale educare le nuove generazioni a diventare cittadini responsabili, consapevoli e sensibili. L’arte può svolgere un ruolo cruciale in questo processo, promuovendo valori essenziali e sviluppando competenze chiave per vivere in modo socialmente responsabile e per avere relazioni interpersonali di qualità.

L’arte ha sempre avuto la capacità di suscitare emozioni e far riflettere su temi importanti. Attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, il cinema e altre forme d’arte, gli artisti riescono a comunicare messaggi potenti che possono stimolare la consapevolezza sociale e sensibilizzare le persone su questioni cruciali come l’ambiente, l’uguaglianza e la giustizia sociale. Coinvolgendo i giovani in progetti artistici e creativi, si possono sviluppare in loro empatia e sensibilità, competenze fondamentali per essere cittadini globali responsabili. I giovani che riescono a immergersi nell’arte imparano a esprimersi e ad ascoltare gli altri, a negoziare e a trovare soluzioni creative ai problemi, tutte abilità importanti per vivere in una società globalizzata e interconnessa. L’arte può anche essere utilizzata come strumento per promuovere l’impegno civico tra i giovani. Attraverso progetti artistici come il MAB-ART basati sulla comunità e sull’attivismo, i giovani possono essere incoraggiati a partecipare attivamente al cambiamento sociale e a prendere parte al dibattito pubblico. Ciò li aiuterà a sviluppare un forte senso di appartenenza e responsabilità nei confronti della comunità e del mondo in generale.

É quindi molto importante incoraggiare l’inclusione dell’arte nei programmi educativi e promuovere la partecipazione dei giovani in progetti artistici a livello comunitario.

Gli insegnanti, i genitori e i responsabili delle politiche educative hanno un ruolo fondamentale nel sostenere e promuovere l'arte come strumento di apprendimento e di sviluppo personale.

Inoltre, è essenziale creare spazi e opportunità affinché i giovani possano esprimere la loro creatività e imparare a utilizzare l’arte come mezzo per comunicare idee e sentimenti. Questo può essere fatto attraverso laboratori, mostre, spettacoli e altre iniziative che mettano al centro l’arte e la creatività.

Esistono diversi progetti artistici che si concentrano sulla cittadinanza globale, inclusi progetti di arte digitale e videoarte. Ecco alcuni esempi:

The Global Art Project for Peace: questo progetto internazionale promuove la pace, l’unità e la comprensione globale attraverso l’arte. I partecipanti creano opere d’arte che rappresentano la loro visione della pace globale e le scambiano con altri partecipanti in tutto il mondo.

Art Miles Mural Project: questo progetto mira a creare murales in tutto il mondo per promuovere la pace, l’unità e la comprensione culturale. I murales sono realizzati da persone di tutte le età e culture e rappresentano temi di cittadinanza globale come la pace, l’ambiente e la diversità culturale.

The Pixel Project: questa organizzazione utilizza l’arte digitale, la videoarte e i social media per sensibilizzare e raccogliere fondi per porre fine alla violenza contro le donne. Il progetto incoraggia artisti, attivisti e individui a condividere le loro storie e opere d’arte attraverso piattaforme digitali per promuovere un cambiamento positivo.

Earthducation: questo progetto combina videoarte, fotografia e storytelling per esplorare l’intersezione tra istruzione e sostenibilità ambientale. Il team di Earthducation viaggia in diverse parti del mondo per documentare storie ed esperienze educative locali che si concentrano sulle questioni ambientali e globali.

The PangeaSeed Foundation: questa organizzazione utilizza l’arte, in particolare la street art, per sensibilizzare e promuovere la conservazione degli oceani. Il progetto Sea Walls: Artists for Oceans crea murales in tutto il mondo che affrontano temi come l’inquinamento marino, la conservazione delle specie marine e il cambiamento climatico.

Riportiamo di seguito alcuni passaggi dello speech di Massimiliano:

L’arte è un potentissimo motore di ispirazione.

In ogni momento di transizione della mia vita, è nell’arte che sono riuscito a trovare le energie, le stimolazioni e le proiezioni verso quelle parti di me solitamente inesplorate, dove risiedono la creatività, il coraggio e quel pizzico di follia che ti permette di affrontare le sfide con una spinta diversa.

C’è una linea sottile che lega l’intera mia carriera, con due momenti particolarmente significativi: il 2005 e il 2018. In quegli anni, ho dato vita alle due esperienze imprenditoriali più importanti alle quali ho lavorato. Questa linea comune si riflette nel mio costante impegno a cercare e difendere uno spazio importante per l’arte nella mia vita e nelle mie 24 ore quotidiane.

In quegli anni in particolare, ho preso la decisione consapevole di staccare la spina e dedicare alcune settimane a visitare musei e gallerie, partecipare a festival e mostre. Quattro o cinque settimane trascorse con la mente aperta, alla ricerca di qualcosa senza sapere esattamente cosa, ascoltando, assorbendo e percependo con tutti i sensi a mia disposizione.

“L’arte è un processo di risveglio dell’anima” (cit. Bill Viola).

L’arte ci aumenta. Ci porta a profondità diverse, ci allena a essere più sensibili, più ricettivi, più intensi. Ci mette in comunicazione con aspetti di noi che oggi sembrano non andare molto di moda.

Indaga, scava, muove. Può farci diventare persone migliori ma anche aiutarci a sviluppare stil che nel tempo sono diventate critiche a tutti i livelli e in tutti i mestieri.

L’arte può contrastare la tendenza alla superficialità e all’immediatezza tipica dei social media e della cultura pop, stimolando il pensiero critico, la riflessione e un apprezzamento per la complessità e la profondità delle idee e delle emozioni. Contrappone alle narrative più inflazionate dei concetti che troppo spesso ignoriamo o non coltiviamo.

L’arte fa emergere tutti i tipi di sensibilità.

Sensibilità emotiva: l’arte può suscitare una vasta gamma di emozioni, come gioia, tristezza, rabbia, amore, paura e meraviglia. Essa ci aiuta a connetterci con le nostre emozioni e a comprendere quelle degli altri.

Sensibilità estetica: l’arte può sviluppare un senso dell’estetica, ovvero un’apprezzamento per la bellezza, l’armonia e l’equilibrio nelle forme, nei colori e nei suoni. Questo può portare a un maggiore interesse per il design, la moda, l’architettura e altre espressioni artistiche.

Sensibilità culturale: l’arte può essere un mezzo per conoscere e apprezzare altre culture e tradizioni. Essa può aumentare la nostra comprensione delle diversità culturali e incoraggiarci ad essere più tolleranti e aperti nei confronti degli altri.

Sensibilità sociale e politica: l’arte può fungere da strumento di critica sociale e politica, sollevando questioni importanti e stimolando il pensiero critico. Può spingere le persone a prendere posizione su temi come l’ingiustizia, l’oppressione e la disuguaglianza.

Sensibilità spirituale: l’arte può anche toccare il lato spirituale della nostra esistenza, facilitando l’introspezione e la riflessione sul senso della vita, la morte e l’oltre. Può contribuire a farci sentire più connessi con noi stessi, gli altri e l’universo in generale.

Sensibilità creativa: l’arte può stimolare la nostra creatività, spingendoci a pensare in modo originale e ad esprimere le nostre idee e sentimenti in maniera unica. Può anche incoraggiarci a sperimentare nuove tecniche e materiali, ampliando le nostre competenze artistiche.

In sintesi, l’arte può aiutarci a sviluppare una maggiore sensibilità in vari aspetti della nostra vita, arricchendo la nostra esperienza umana e rendendocipiù consapevoli e connessi con il mondo che ci circonda.

"Amare l'arte significa amare noi stessi e tutto ciò che possiamo essere" (cit. Massimiliano Ventimiglia, fondatore e CEO di Onde Alte)

H-ACK - La spiaggia del futuro H-ACK - La spiaggia del futuro

Le coste italiane sono ecosistemi sempre più fragili di fronte al cambiamento climatico. L’innalzamento delle acque e il riscaldamento del Mare Mediterraneo che ne consegue sono tra le cause del peggioramento del fenomeno di erosione costiera, assieme a mareggiate e trombe d’aria. 

I processi di erosione riguardano infatti il 46% delle coste sabbiose italiane, e 40 milioni di metri quadrati di spiagge sono stati persi negli ultimi 50 anni (Fonte: Legambiente, Rapporto Spiagge 2022).

Allo stesso tempo, il modo in cui viviamo il turismo balneare, ma non solo, sta cambiando. Sempre più l’idea del turismo responsabile e sostenibile prende piede sia tra gli operatori del turismo che tra i turisti, ponendo quindi maggior attenzione all’ambiente ma anche al territorio di accoglienza e alle comunità che vi vivono.

Intanto i bisogni delle persone, nuovi ma non solo, chiedono risposte efficaci e servizi innovativi nelle strutture di accoglienza, con l’obiettivo di garantire – tra le altre cose – accessibilità e inclusività.

L'Italia è tra i Paesi europei con il maggior numero di stabilimenti balneari in relazione alle spiagge esistenti, sono presenti infatti nel 43% delle coste sabbiose (Fonte Legambiente 2022).

Per questo motivo gli stabilimenti balneari, oltre ad essere luoghi di relax e divertimento, possono diventare attori attivi del cambiamento nella cura delle nostre spiagge, per preservare, tutelare e valorizzare l’ambiente e la biodiversità, per salvaguardare il patrimonio culturale del territorio, per rendere questi luoghi accessibili a tutti, e offrire servizi ed esperienze innovative per rispondere alle nuove necessità delle persone.  

È proprio in quest’ottica che Onde Alte, Mareblu Adriatica e H-FARM hanno organizzato un hackathon che si terrà presso il campus di innovazione di H-FARM l’11 marzo 2023, con l’obiettivo di ideare e proporre progetti che disegnino una spiaggia del futuro sostenibile, responsabile e accessibile, progetti dedicati all’innovazione e alla riqualificazione delle aree balneari con una visione impact first.

Possono partecipare all’hackathon studentesse e studenti universitari e neolaureati. I partecipanti saranno divisi in team e verranno seguiti dai nostri mentor nella progettazione di servizi, prodotti ed esperienze dedicate allo sviluppo e all’innovazione delle aree balneari, attraverso metodologie e strumenti tipici del design thinking. 

Al termine della giornata i progetti più meritevoli saranno premiati da una giuria d’eccezione.

Iscriviti al primo hackathon che vuole reimmaginare gli stabilimenti balneari come luoghi con un impatto positivo per il pianeta e le persone. Ti aspettiamo l’11 marzo presso la Serra, nel campus di H-Farm!

Rifugiati, immigrazione, integrazione. Temi complessi, di estrema attualità, che richiedono riflessione, condivisione e, soprattutto, azione. Insieme a SingularityU Chapter Venice abbiamo deciso di dedicare un evento a queste tematiche, affrontandole dal punto di vista dell’innovazione tecnologica.

In che modo la tecnologia può risolvere le necessità delle persone coinvolte nelle fasi di primo soccorso, di integrazione e accoglienza? Quali strumenti o buone pratiche possono avere un impatto nella vita di chi cerca aiuto o assistenza in situazioni così delicate?

L’evento si svolgerà presso la sede della Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Veneto a Jesolo il 27 Luglio 2017 a partire dalle 16:00.

Fondazione Feltrinelli

All’interno della terza edizione del Jobless Society Forum che si svolge oggi alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli a Milano anche Onde Alte partecipa ad uno dei 9 tavoli di lavoro dedicato alla formazione.

Una giornata per condividere riflessioni e idee sulle maggiori trasformazioni che interessano il mondo del lavoro come gig economy e lavoro piattaforma, impresa e crescita inclusiva e occupazione giovanile. In una fase storica di cambiamento esponenziale in ogni ambito tecnologico e al contempo nelle dinamiche economiche di scambio, momenti come questo sono un’opportunità per confrontarsi e diffondere consapevolezza su alcuni dei temi centrali di questo tempo ‘crisalide’ dove le disuguaglianze e la povertà nella nostra società sono in forte aumento, specie per le fasce giovani, e la nostra umanità deve diventare un tema di assoluta centralità per tutti. Si dice che tecnicamente siamo fuori dalla crisi economica ma la crisi sociale è forte e presente.

Tra i tanti indicatori, si contano 1.200.000 bambini in stato di povertà assoluta. Tre volte la misura del 2009, prima della crisi economica. Da Sud a Nord della nazione. Che ne sarà di questi bambini lungo il percorso della loro vita?

Una giornata per condividere riflessioni e idee sulle maggiori Sono sempre più gli uomini e donne che fanno lavori precari e che non hanno corrispondenza con gli studi o i percorsi professionali fatti in precedenza. Stiamo vivendo un sommovimento sociale che ha ridefinito la mappa dei rischi, portando tutti a stare un po’ peggio. A differenza di tanti altri paesi Europei.

Mettersi assieme per ragionare su come ripensare formazione, competenze, welfare, forme di lavoro, sono occasioni preziose e siamo felici di esserci.

Massimiliano Ventimiglia

Massimiliano Ventimiglia ha partecipato oggi alle 13 a Roma ad una tavola rotonda alla Camera dei Deputati organizzata da Movimenta, la formazione politica guidata da Alessandro Fusacchia, per portare la nostra visione su come la Cultura e il Design siano forza determinanti per accelerare l’orientamento del sistema paese verso il social impact investing.

Il social impact non è un territorio periferico ma è un punto focale di attenzione per tutti gli attori, sia privati che politici, un motore imprescindibile per ritornare a sperare nel futuro.

Un tema centrale affrontato con relatori coinvolti in prima persona: Gianluca Misuraca, co-autore del Social Impact Investment Report e Joint Research Center della Commissione europea, Denise Di Dio, ricercatrice, Managing Director di TIRESIA (Politecnico di Milano) e presidente di Movimenta, Oscar di Montigny, divulgatore di princìpi di economia 0.0, Monique Calis, managing director e partner di Martel Innovate. Il gruppo di discussione è stato moderato da Roberta Talarico, esperta di affari europei ed internazionali impegnata a promuovere un approccio culturale alle questioni per sollecitare l’innovazione sociale e il cambiamento con le persone al centro.